2012 mar
18

Oggi si legge su la Repubblica Bologna che un utente ha prenotato un esame diagnostico di Risonanza Magnetica al Cup di Bologna e la prima disponibilità è stata marzo 2014. Ovviamente il Cup c’entra poco e tanto meno c’entra il povero operatore di sportello, che ha solo fatto il suo dovere comunicando al cittadino la prima disponibilità registrata dal sistema elettronico, al momento, di quella prestazione nel servizio sanitario locale (non a pagamento, non in ‘libera professione’). Però la questione invita ad una riflessione. Intanto non è ammissibile che si dica ad un cittadino che fa un esame per una sospetta o accertata malattia di passare tra due anni (!). Lui con ogni probabilità prenota e poi, giustamente, si cerca una soluzione alternativa e il tutto alimenta un percorso di spreco. Poi, si sa, la soluzione alternativa è andare a pagamento, spesso nella stessa struttura pubblica dove i medici lavorano anche in ‘libera professione’. Da un
pò di tempo questa pratica, a Bologna, si sta drammaticamente espandendo (io stesso, per un esame di otorino, ho dovuto pagare in un ospedale pubblico per evitare lunghe attese). E anche questo non è giusto visto che si pagano le tasse e si paga già il ticket. Come si può risolvere il problema. Come Cup2000, ascoltando i nostri operatori che ogni mattina a loro volta ascoltano migliaia di utenti, abbiamo proposto alle aziende sanitarie bolognesi di incrementare l’offerta di visite ed esami prenotabili al Cup SENZA CHE CIO’ AUMENTI LA SPESA SANITARIA LOCALE. Come? Sottraendo prestazioni aggiuntive da altri circuiti non così trasparenti. Faccio solo un esempio, molto meno del 30% delle visite e degli esami medici prodotti dal policlinico S.Orsola Malpighi entrano nel circuito di prenotazione del Cup di Bologna.

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written by Mauro Moruzzi

2012 mar
10

Ogni giorno circa diecimila cittadini si presentano agli sportelli e alle farmacie del servizio Cup della Provincia di Bologna ( questo servizio è stato di recente esteso anche a Ferrara e presto, speriamo, verrà attivato anche a Modena). Si ha volte l’impressione che questa autentica rivoluzione introdotta 20 anni fa continui ad essere non solo sottovalutata, ma – ascoltando certi discorsi – ancora ostacolata.
Forse quelli che si affrettano a criticare le file che si formano ai punti Cup hanno dimenticato cosa era la sanità a Bologna prima del Cup e come venivano gestite le 15 milioni di prenotazioni delle prestazioni sanitarie che oggi passano attraverso un sistema elettronico ASSOLUTAMENTE TRASPARENTE nel sistema Cup.
Come accade ancora in gran parte della sanità nazionale, prima del 1990, anche a Bologna per ottenere una di queste prenotazioni bisognava andare in giro tra gli ambulatori e gli ospedali della città e della provincia con mezzi propri ( e non con l’elettronica); oppure – percorso consigliato – rivolgersi a qualche cugino infermiere o qualche amico dottore.
Purtroppo non tutto l’accesso al sistema sanitario bolognese e dell’Emilia Romagna è ancora garantito dal Cup e dai sistemi di accesso elettronico progettati da CUP 2000. Esistono ancora molti calvari da risalire, in particolare per accedere alle cure ospedaliere e sopratutto a quelle chirurgiche, in particolare per chi non puó permettersi di pagare la costosa “libera professione”.
Inoltre non tutte le prestazioni sanitarie sono prenotabili attraverso il Cup, per varie ragioni non sempre motivate e convincenti: se questo accadesse i cittadini potrebbero usufruire di tempi di attesa inferiori per visite specialistiche e esami diagnostici
. È vero che al Cup, a volte, si aspetta troppo e può capitare di stare un’ora e anche più in fila (in genere solo in certi orari di punta), ma è altrettanto vero che utilizzando intelligentemente la possibilità di prenotare o allo sportello o in farmacia, o al call center si può facilmente risolvere il problema. Oggi poi ci stiamo dando molto da fare il decollo del sistema di prenotazione su internet (Cup Web che si puó attivare anche dal proprio Fascicolo Sanitario Elettronico). Siamo infatti discutendo serratamente con le ASL per inserire più prestazioni sanitarie (possibilmente quasi tutte).
Allora, riconosciamo una volta tanto che quel lavoro duro e faticoso che fanno i nostri sportellisti 11 ore al giorno ai punti Cup, utilizzando un software estremamente avanzato che permette di individuare per ogni cittadino quella particolare situazione e prenotarla, è un lavoro sacrosanto di cui abbiamo estrema necessità; anzi avremmo necessita che questa attività venisse ulteriormente estesa a tutte le prestazioni del sistema sanitario locale.

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written by Mauro Moruzzi

2012 mar
01

Ieri alla 1à Commissione del Consiglio Provinciale di Bologna è stato presentato il quadro economico e delle realizzazioni di CUP 2000. Rispondendo ai sigg. Consiglieri abbiamo fornito informazioni sull’andamento della gestione della società e sui servizi da essa erogati, come il Cup e il FSE.

Allego copia del reoconto apparso oggi su Repubblica.

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written by Mauro Moruzzi

2012 feb
12

Ieri notte è scomparso Guido Fanti, un amico. Guido è stato Sindaco di Bologna e Presidente della Regione. Con lui, Achille Ardigò e Antonio La Forgia, progettammo la nascita di Cup2000 a metà degli anni 90. Era innamorato dell’innovazione e condivideva con Ardigò, a cui era legato da un sentimento di amicizia e ammirazione, quel modo di pensare che ti porta a guardare con interesse al futuro anzichè con nostalgia al passato. Non molto prima di lasciarci mi ha telefonato, perchè voleva sapere del Fascicolo Sanitario Elettronico, lui che si stava avvicinando ai novanta anni!, e del libro che avevo pubblicato sull’argomento. Gli inviai il libro, dovevamo incontrarci. Tra i tanti uomini e donne della politica che ho incontrato, ciò che mi ha sempre colpito di lui era l’interesse non apparente per le idee e i progetti del futuro, cosa assolutamente non comune nell’ambiente politico di oggi.

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written by Mauro Moruzzi

2012 feb
11

Molti mi chiedono dove è possibile fare il Fascicolo Sanitario Elettronico e perché non lo pubblicizziamo.
Rispondo alla prima domanda: per attivare la My Page del FSE occorre registrarsi, presentandosi con un documento di identità e la disponibilità di un indirizzo di posta elettronica: verrà inviata per email una password per accedere al FSE dal sito www.fascicolo-sanitario.it; una volta compiuta questa operazione la password inviata verrà cambiata dall’utente con una che solo lui conosce.
Dove è possibile registrarsi? A Cup2000, in via Borgo di San Pietro 90/c (Bologna), dove negli orari di ufficio, funziona uno sportello con operatore (di fianco alla portineria di ingresso).
Dal 14 di febbraio – ecco la novità – è possibile registrarsi anche da tutti ii punti del Cup di Bologna.
Per i cittadini che risiedono in altre città della regione consiglio di telefonare agli uffici URP dell’azienda sanitaria per chiedere dove potere ottenere le credenziali per l’attivazione del FSE ( insistere se l’impiegato tergiversa!) che ormai deve essere considerato un diritto del cittadino in Emilia Romagna
Si, è vero, c’è un ritardo nella campagna informativa per far conoscere le opportunità straordinarie offerte dal Fascicolo e anche solo le modalità ( come, dove, quando) di attivazione per i cittadini. Come potete immaginare si tratta di una innovazione ‘non indolore’ e poi non dipende solo e prevalentemente da Cup2000…ma, come tutte le grandi innovazioni, ad esempio il CUP, sarà inarrestabile

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written by Mauro Moruzzi

2012 gen
13

Secondo Daniel Kraft della Singularity University in Silicon Valley, nel 2012 l’innovazione raggiungerà ogni ramo medico specialistico, dalla diagnostica per immagini alla chirurgia robotica, dalla medicina rigenerativa alle geomedicina, dalla robotica indossabile alla genomica, Tra futuro e futuribile, ecco una rapida panoramica di strumenti e soluzioni dei prossimi anni.
L’ultima frontiera della dermatologia? Le informazioni sul paziente potrebbero essere immagazzinate nella nuvola ed essere disponibili a tutti, attraverso i computer intelligenti, istruiti per riconoscere le caratteristiche dermatologiche della macchia, fotografata tramite specifiche app dal medico di famiglia.
Così, solo nei casi in cui ve ne fosse veramente bisogno si verrebbe indirizzati dallo specialista, e anche chi si trova nelle zone più remote potrebbe aver accesso a una prima diagnosi. Un po’ quello che già fanno alcune applicazioni per smartphone come Skin scan, che elabora l’immagine scattata dall’utente e lo aiuta anche a trovare il dermatologo più vicino da consultare. Secondo Kraft presto anche sistemi di intelligenza artificiale come Watson dell’Ibm potrebbero essere applicati al campo medico.
Il mercato delle stampanti 3D cresce e i prezzi si abbassano, e presto potrebbe accadere lo stesso anche nel campo della medicina rigenerativa. Se infatti si parla già di stampanti 3D per la produzione di ossa artificiali e di bioprinting in tre dimensioni per ricostruire la pelle, l’idea per l’anno appena iniziato è di andare ancora oltre, sostituendo l’inchiostro della stampante con le cellule staminali, in modo da realizzare copie quasi perfette di tessuti biologici.
La presenza di social network dedicati alla sfera medica come PatientLikeMe e CureTogether, e le informazioni in essi contenuti aiuterebbero gli scienziati nell’allestimento di trial clinici. Tali strumenti potrebbero anche servire per monitorare studi già avviati. Infatti, registrando lo stato di salute e i parametri clinici attraverso sistemi elettronici come Practice Fusion, i medici riuscirebbero a capire quanto e come sia efficace un certo trattamento.
Dispositivi elettronici come Alivecor Electrocardiogram potranno monitorare costantemente il battito cardiaco con un dispositivo mobile connesso a uno smartphone e inviare i dati sulla nuvola, dove il cardiologo potrà pescarli e analizzarli a distanza in tempo reale. Ma l’idea di strumenti diagnostici mobili potrebbe riguardare anche campi diversi, e trasformare uno smarthphone in un otoscopio o in un sensore glicemico. O perché no, unire tutti i diversi strumenti in uno solo, un po’ come il Tricorder di Star Trek.
( da eHealth Forum)

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written by Mauro Moruzzi

2011 dic
18

È vero, Cup 2000 SPA investe sul lavoro e crede nella stabilità del posto di lavoro come risorsa per il futuro dell’azienda.

20111218-155527.jpg

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written by Mauro Moruzzi

2011 dic
13

Voglio ringraziare il Vescovo Mons. Ernesto Vecchi e tutti gli amici di Cup2000 che ieri, in tanti, erano presenti nella nostra sede per la ricorrenza dei 15 anni della società e per gli Auguri del Santo Natale

20111213-072110.jpg

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written by Mauro Moruzzi

2011 dic
09

Lunedì, alle 11.30, in via Borgo di San Pietro, si festeggiano i 15 anni di CUP 2000. L’azienda, che oggi ha raggiunto i 600 dipendenti, è stata fondata alla fine del 1996 ed è diventata pienamente operativa poco prima del Natale di quell’anno. Allora con un piccolissimo nucleo di addetti: un tecnico, una segretaria a metà tempo e un collaboratore. CUP 2000 SpA è oggi un’impresa leader nella sanità e nel welfare elettronico nazionale. Alla cerimonia, in cui ci scambieremo anche gli Auguri di un Sereno Natale, intervengono il Vescovo Ausiliare Emerito Mons. Ernesto Vecchi e Luciano Magli, del Centro dei Diritti del Malato di Bologna. Le parole del Vescovo e la sua Benedizione, assieme alla testimonianza di una figura storica per la lotta per i diritti del cittadino alla cura sanitaria, sono per noi importanti per proseguire con speranza e coraggio la nostra missione.

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2011 dic
04

Oggi sono andato alla ‘Festa e-Care’ a Cateldebole di Bologna, organizzata dal Centro Sociale e dai ragazzi di Cup2000 che assistono on line gli anziani collegati al servizio. Sono rimasto sorpreso per la straordinaria e animata partecipazione: centinaia e centinaia di anziani, ma anche tanti giovani, bambini, volontari. Un mondo in festa che ha dimostrato di apprezzare questa grande innovazione: il servizio di aiuto e assistenza in rete.
Ho ricordato, parlando con loro, le prime sperimentazioni fatte assieme ad Achille Ardigò negli anni 90, da cui nacque un servizio on line oggi diffuso e affermato a Bologna e a Ferrara, con oltre 5000 assistiti in rete, ma che lentamente si diffonde anche in Italia.
Queste feste, apparentemente ‘all’antica’, con suonatori di altri tempi e comici dialettali, hanno uno scopo modernissimo: permettere alle persone assistite on line, con Internet, di incontrare gli operatori del call center e-Care, gli animatori della rete. Iniziarono a farle anni addietro i blogger e gli internauti americani, per conoscersi di visu, perfino con raduni nel deserto della California. Anche il noto Burning man festival, che si svolge a Black Rock nel deserto del Nevada (un raduno di almeno 50.000 persone ogni anno) ha assunto da un decennio a questa parte la funzione di grande incontro di internauti, blogger, ecc. A questo appuntamento non mancavano mai negli anni 90 Brin e Page, i fondatori di Google. Per arrivare a Casteldebole, si può facilmente passare da Black Rock, con internet.

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