Venerdì scorso, alla Libreria Coop di Pesaro, in occasione della presentazione del mio libro ‘Il Fascicolo Sanitario Elettronico in Italia’, il senatore Lionello Cosentino ha dichiarato che il FSE potrebbe essere legge dello Stato italiano entro 15 giorni, se la crisi di Governo non interromperà l’iter parlamentare della legge. Il testo del DDL Fazio, che contiene l’articolo riferito al Fascicolo e alle sue Linee Guida è stato infatti già approvato dalla Camera dei Deputati e si trova ora alla Commissione Sanità del Senato. Sarebbe un peccato che questa approvazione slittasse a futuri tempi parlamentare, perché si tratta di un buon testo di legge, concordato con la Conferenza Stato – Regioni. E poi, in questo periodo assistiamo a fenomeni europei di ‘riflusso’: il Governo inglese di David Cameron ha infatti ‘raffreddato’ il programma britannico attuativo del Fascicolo, il Connecting for Health (CfH), giudicandolo troppo ‘statalista’. Anche a Pesaro e nelle Marche – al dibattito sono intervenuti Lella Mazzoli, dell’Università di Urbino, Matteo Ricci Presidente della Provincia di Pesaro, la giornalista Licia Caprara del Sole240re e molti altri esponenti della sanità marchigiana – c’è un fortissimo interesse per l’FSE. Le Marche è una delle Regioni che non ha ancora realizzato il Fascicolo Sanitario Elettronico per i cittadini.
Intanto al Liceo Galvani di Bologna sono iniziate le ‘lezioni sperimentali’ sul Fascicolo Sanitario Elettronico agli studenti maggiorenni. Ritorneremo presto su questo bel progetto.
written by Mauro Moruzzi
Alla libreria Feltrinelli di Bologna, il 9 settembre alle 18

written by Mauro Moruzzi
Dopo che il Governo ha varato la manovra economica che prevede nuovi ticket in sanità, ASL e Regioni devono mettere in moto una gigantesca macchina burocratica (costosissima) per la certificazione e auto-certificazione dei redditi dei cittadini utenti e per la riscossione dei ticket. Non voglio qui discutere l’equità della manovra, limitandomi ad osservare che essa, ancora una volta, tende a pesare prevalentemente su fasce di cittadini che pagando regolarmente le tasse e hanno un reddito trasparente. Voglio invece ricordare che se riuscissimo a distribuire rapidamente il FSE a tutti i cittadini dell’Emilia Romagna (e delle altre, poche, regioni che hanno costruito le reti per questo scopo) lo stesso fascicolo potrebbe automaticamente recepire e comunicare lo stato di esenzione o di autocertificazione del reddito, nonché effettuare il pagamento online del ticket, come per altro è già possibile fare nella nostra regione. Un risparmio non indifferente di soldi e passaggi burocratici. Intanto una buona notizia: per decisione dell’ASL di Bologna attiveremo già in agosto il primo sportello per la distribuzione del Fascicolo ai cittadini della provincia di Bologna presso la sede di Cup2000 (via Borgo di San Pietro 90-c); poi, a partire da settembre e ottobre anche tutti i punti CUP svolgeranno questo importante servizio.
written by Mauro Moruzzi
E’ un’occasione importante, forse unica in Italia, per conoscere e aggiornarsi sulla realizzazione del FSE del cittadino. Il corso – organizzato dall’Università di Urbino in collaborazione con l’Istituto Ocologico Pascale di Napoli, CUP 2000 e AssinterItalia – si svolge in due moduli residenziali che si terranno a Urbino, nella sede storica dell’ERSU, e a Napoli nel monastero della Collina dei Camaldoli. Per i giovani neolaureati è possibile partecipare usufruendo di una borsa di studio che copre le spese di iscrizione e di permanenza. Si sono iscritte già diverse persone che nelle regoni itaaliane hanno partecipato alla realizzaizone del Fascicolo.
La domanda deve pervenire all’Università di Urbino entro sabato 5 marzo alle ore 12.
Durante il corso verranno illustrate, con relazioni giornaliere, le diverse esperienze del FSE in atto nelle regioni italiane.
written by Mauro Moruzzi
Fa piacere osservare il grande interesse che oggi suscita l’e-Health (l’utilizzo di Internet per comunicare in sanità) anche in Italia. Sono uscite le Linee Guida governative per il Fascicolo Sanitario Elettronico del cittadino (FSE) che completano il Disegno di Legge del Ministro Fazio di qualche mese fa (il testo integrale delle Linee guida si trova in www.24oresanita.com). Il ministro Brunetta si è appassionato aii certificati di malattia on line e chiede al medici di famiglia di inviarli all’INPS via Internet. Oggi è stato pubblicato dal Sole24OreSanità uno studio sui risparmi prodotti dall’e-Health in Italia che arriverebbero (dati Confindustria) a 12,4 miliardi di euro. Se questo studio è attenbibile l’e-Health permetterebbe un risparmio di oltre il 10% della spesa sanitaria italiana. Un analogo studio canadese (canada e-health infoway 2005) sostiene che la metà di questi risprmi si ottiene soltanto con l’FSE dato a tutti i cittadini italiani. Ovviamente permane una grande confusione culturale su tutta la materia. Pochi, soprattutto tra i legislatori e gli amministratori, hanno un’idea chiara di cosa sia il FSE e l’e-Health. Molti considerano la materia come tecnologica, per addetti ai lavori e questo è un grave errore. L’e-health e il FSE sono modalità e strumenti per la comunicazione ad alta intensità, quella di Internet. L’e-Health è una rete del mondo Internet (rappresentabile con un grafo fatto di nodi, hub e link) che permette alta comunicazione (elettronica) tra persone (nodi dell’organizzaione) presenti nel mondo della sanità (medici, operatori, ecc..) e cittadini assistiti (nodi dell’ambiente sociale). Se l’e-Health è l’albero con tutti i rami – della foresta di Internet – l’FSE è il frutto dell’albero, al pari della cartella clinica elettronica del medico di famiglia (CCE) e della cartella clinica elettronica del medico ospedaliero o di reparto (CCEO). Tre frutti, per altro, diversi tra di loro. L’albero non può stare in questa metafora senza la foresta e servirebbe ben poco se non desse frutti. Fuori di metafora: le spese in informatizzaione (computer, software, connettivuità, personale) non servono se non danno frutti, cioè non permettono lo scambio di dati ad alta comunicazione tra medici e cittadini per le finalità della cura e la conoscenza della nostra storia clinica. Eppure, per tant anni, questi investimenti cosidetti ‘informatici’ sono serviti prevelentemente per la burocrazia. E’ anche bello poter constatare come queste cose, che venti anni fa ci dicevamo in pioneristici incontri promossi dalla scuola socio-tecnica di Achille Ardigò, oggi sono ormai parte strategica del progetto sul futuro della sanità e del welfare.
written by Mauro Moruzzi
Mi scrive Elvira Mondini: “si parla molto di una rivitalizzazione del centro storico bolognese con la costruzione di un polo della sanità. corrisponde al vero questa voce? sarebbe davvero un’idea innovativa”. Nel centro storico di Bologna, in particolare nella Zona Nord delle vecchie manifatture, si sono insediate diverse industrie di elettronica. La loro presenza è quasi invisibile perché si limitano ad occupare vecchi magazzini, uffici o vecchi appartamenti ristrutturati. Sono aziende che non inquinano, non producono rumori molesti e danno lavoro a molte persone qualificate, in particolare giovani neolaureati (ma anche a tanti ristoranti, bar e negozi della zona). Nel rione di via Borgo di San Pietro e via Capodilucca, a ridosso della Montagnola, hanno sede grandi industrie come Telecom e Cup2000. Quest’ultima, con ormai 600 dipendenti e altre minori, ha aggregato ormai un distretto della sanità elettronica, che si sposa felicemente con la presenza di centri universitari (in via Capodilucca c’è la Facoltà di scienze aziendali e non lontano quella di Matematica -Informatica), di istituzioni come la Sede della Conferenza Sanitaria Metropolitana e del Sindacato dei Medici di Famiglia, FIMMG; nonché di centri di sanità pubblica e privata di notevole interesse. Questa presenza qualificata ha favorito economicamente il tessuto commerciale, artigianale e della ristorazione della zona, prevenendo quei fenomeni di degrado presenti in altre zone del centro e non solo nella vicina Piazza Verdi. Noi, di Cup2000, pensiamo ad un progetto per il futuro da attuare assieme ad altri partner industriale, alle piccole imprese commerciali e ai centri di ricerca, in collaborazione con le istituzioni pubbliche locali. La città potrebbe diventare una capitale della sanità elettronica italiana. Bologna ha bisogno di idee (e di posti di lavoro qualificati per i giovani).
written by Mauro Moruzzi
Venerdì scorso, lezione al Corso di Alta Formazione dell’Alma Mater – Università di Bologna – riservato a un folto gruppo di medici di famiglia che partecipano al Progetto SOLE – Emilia-Romagna. Il tema al centro della lezione sono le reti e-Health e la loro configurazione e classificazione. Partiamo da due diagrammi ormai noti a chi segue il mio Blog e che sono stati utilizzati anche nell’ambito della costruzione dell’Osservatorio Nazionale delle Reti e-Care del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.


Dalla discussione vengono due suggerimenti importanti che accolgo con una rielaborazione dei due diagrammi:
1. Prima osservazione: alla tripartizione della classificazione del dato clinico (e-Data) – dato/informazione di salute del cittadino, dato clinico condiviso tra i medici e i professionisti della salute, e dato clinico/amministrativo – si può giustamente ipotizzare un dato clinico per la ricerca epidemiologica o medico scientifica. Classificheremo questo dato come espressione dell’area “D” del diagramma. Questo dato clinico dovrà essere utilizzato solo con il consenso del cittadino e servirà per gli scopi della ricerca medico scientifica (e sotto questo aspetto servirà all’area “B “); servirà inoltre, come risultato della ricerca epidemiologica e sulla domanda di servizi di salute, per l’area “C”, ovvero per migliorare la governance del sistema sanitario. Non vi è dubbio che nell’ambito della classificazione delle reti e-Health il dato dell’area “D” ha una sua peculiarità.
2. Seconda osservazione: il secondo diagramma – quello che prospetta le tre reti e-data, e-Booking e e-Care nella forma “arteriosa” (quando portano dati sul versante sociale del cittadino) e “venosa” (quando portano dati sul versante del sistema organizzativo), in realtà si presenta non sotto la forma di un circuito quadrangolare ma trapezoidale. L’organizzazione attuale del servizio sanitario assegna, nella realtà, un peso decisamente preminente alle cure intensive, mentre l’Home Care resta un’area oggi marginale, futuribile. Meglio pertanto riformulare graficamente il diagramma nella forma trapezoidale rovesciata. Ritorneremo sull’argomento.


written by Mauro Moruzzi
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