L’Assemblea dei Soci di CUP 2000 S.p.A. ha ieri approvato con voto unanime la relazione di gestione della società del primo semestre 2011: sono stati realizzati progetti di sanità elettronica, in primis il Fascicolo Sanitario Elettronico per i cittadini, del valore di 17 milioni di euro in 6 mesi. A conclusione dell’anno in corso si prevede la realizzazione di progetti per un valore complessivo di circa 38 milioni di euro. Nello stesso periodo CUP 2000 ha fatto una politica di ulteriore qualificazione dell’occupazione aziendale (si veda la tabella). Sono dati importanti, riferiti a progetti di grande valore sociale per il futuro della sanità e del Welfare bolognese e regionale.

written by Mauro Moruzzi
Si è svolta a Trento in questo fine settimana l’assemblea annuale di Internet Governance Forum. Il Forum italiano è omologo degli IGF globali organizzati dalle Nazioni Unite. Un appuntamento importante. Una delle sessioni più partecipare del Forum è stata quella ‘Internet cambia la Pubblica Amministrazione’, alla quale ho relazionato presentando quella che appare sempre più come una rivoluzione nel welfare sanitario italiano: il Fascicolo Sanitario Elettronico del cittadino. C’è stata grande attenzione del Forum sul FSE. Ho posto subito il tema su cui Internet dovrà misurarsi nei prossimi 5-10 anni: tra i cittadini e la pubblica amministrazione c’è n ENORME PROBLEMA DI COMUNICAZIONE DI DATI E INFORMAZIONI. Il prodotto della PA ha bisogno di essere ‘comunicato’ al cittadino in forma sempre più efficiente ed efficace, non importa che si tratti di servizi scolastici, di sicurezza stradale o di assistenza sanitaria e sociale. In altre parole ha bisogno di essere personalizzato con i dati ‘del’ cittadino, di centrare lo scopo, di evitare la dispersione delle risorse tipica di un pubblico autoreferenziale e quindi insensibile alle finalità specifiche del suo ‘prodotto’. E per ottenere questo risultato la PA ha estremo bisogno dell’alta comunicazione di Internet, di arrivare alla velocità della luce al cittadino, in modalità sempre più specifiche ed intelligenti, garantite dalla Rete e dai software di rete. Questo problema, inutile dirlo, è oggi drammaticamente acuito dalla crisi economica globale del debito pubblico. Per realizzare una PA ‘ad alta comunicazione’ con Internet, in particolare nell’assistenza sociale e sanitaria, occorre risolvere problemi di natura tecnologica, organizzativa e etica. Ad esempio di EMPATIA tra l’operatore pubblico, il promotore della comunicazione di Rete e l’utente bisognoso. Un tema caro a Achille Ardigò, che ha insegnato anche al Trento e che è stato il primo sociologo italiano ha cogliere questo nesso come fattore dirompente del tempo nuovo di Internet. Ma anche di identità della Rete, di autonomia organizzativa e ‘politica’, tema caro ai partecipanti all’IGF. Il FSE non è che il primo tassello di un processo che porterà il cittadino a riappropriarsi di tutti i suoi dati di salute, ma anche di istruzione, cultura, mobilità, di rapporto con il potere pubblico (dati fiscali, legali, anagrafici, ecc..). E infatti il Comune di Bologna ha recentemente proposto il Fascicolo del cittadino come estensione del FSE.
Un dibattito di ottimo livello con interventi di Clara Frasca Fantoni ( che sta realizzando con Informatica Trentina il FSE in Provincia di Trento), di Michele Vianello, già vice sindaco di Venezia e attivo sul tema delle smartcity, di Stefano Montegazza e Carlo Mochi Sismondi
IGF
written by Mauro Moruzzi
Venerdì scorso, alla Libreria Coop di Pesaro, in occasione della presentazione del mio libro ‘Il Fascicolo Sanitario Elettronico in Italia’, il senatore Lionello Cosentino ha dichiarato che il FSE potrebbe essere legge dello Stato italiano entro 15 giorni, se la crisi di Governo non interromperà l’iter parlamentare della legge. Il testo del DDL Fazio, che contiene l’articolo riferito al Fascicolo e alle sue Linee Guida è stato infatti già approvato dalla Camera dei Deputati e si trova ora alla Commissione Sanità del Senato. Sarebbe un peccato che questa approvazione slittasse a futuri tempi parlamentare, perché si tratta di un buon testo di legge, concordato con la Conferenza Stato – Regioni. E poi, in questo periodo assistiamo a fenomeni europei di ‘riflusso’: il Governo inglese di David Cameron ha infatti ‘raffreddato’ il programma britannico attuativo del Fascicolo, il Connecting for Health (CfH), giudicandolo troppo ‘statalista’. Anche a Pesaro e nelle Marche – al dibattito sono intervenuti Lella Mazzoli, dell’Università di Urbino, Matteo Ricci Presidente della Provincia di Pesaro, la giornalista Licia Caprara del Sole240re e molti altri esponenti della sanità marchigiana – c’è un fortissimo interesse per l’FSE. Le Marche è una delle Regioni che non ha ancora realizzato il Fascicolo Sanitario Elettronico per i cittadini.
Intanto al Liceo Galvani di Bologna sono iniziate le ‘lezioni sperimentali’ sul Fascicolo Sanitario Elettronico agli studenti maggiorenni. Ritorneremo presto su questo bel progetto.
written by Mauro Moruzzi
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