Ieri notte è scomparso Guido Fanti, un amico. Guido è stato Sindaco di Bologna e Presidente della Regione. Con lui, Achille Ardigò e Antonio La Forgia, progettammo la nascita di Cup2000 a metà degli anni 90. Era innamorato dell’innovazione e condivideva con Ardigò, a cui era legato da un sentimento di amicizia e ammirazione, quel modo di pensare che ti porta a guardare con interesse al futuro anzichè con nostalgia al passato. Non molto prima di lasciarci mi ha telefonato, perchè voleva sapere del Fascicolo Sanitario Elettronico, lui che si stava avvicinando ai novanta anni!, e del libro che avevo pubblicato sull’argomento. Gli inviai il libro, dovevamo incontrarci. Tra i tanti uomini e donne della politica che ho incontrato, ciò che mi ha sempre colpito di lui era l’interesse non apparente per le idee e i progetti del futuro, cosa assolutamente non comune nell’ambiente politico di oggi.
written by Mauro Moruzzi
Molti mi chiedono dove è possibile fare il Fascicolo Sanitario Elettronico e perché non lo pubblicizziamo.
Rispondo alla prima domanda: per attivare la My Page del FSE occorre registrarsi, presentandosi con un documento di identità e la disponibilità di un indirizzo di posta elettronica: verrà inviata per email una password per accedere al FSE dal sito www.fascicolo-sanitario.it; una volta compiuta questa operazione la password inviata verrà cambiata dall’utente con una che solo lui conosce.
Dove è possibile registrarsi? A Cup2000, in via Borgo di San Pietro 90/c (Bologna), dove negli orari di ufficio, funziona uno sportello con operatore (di fianco alla portineria di ingresso).
Dal 14 di febbraio – ecco la novità – è possibile registrarsi anche da tutti ii punti del Cup di Bologna.
Per i cittadini che risiedono in altre città della regione consiglio di telefonare agli uffici URP dell’azienda sanitaria per chiedere dove potere ottenere le credenziali per l’attivazione del FSE ( insistere se l’impiegato tergiversa!) che ormai deve essere considerato un diritto del cittadino in Emilia Romagna
Si, è vero, c’è un ritardo nella campagna informativa per far conoscere le opportunità straordinarie offerte dal Fascicolo e anche solo le modalità ( come, dove, quando) di attivazione per i cittadini. Come potete immaginare si tratta di una innovazione ‘non indolore’ e poi non dipende solo e prevalentemente da Cup2000…ma, come tutte le grandi innovazioni, ad esempio il CUP, sarà inarrestabile
written by Mauro Moruzzi
Secondo Daniel Kraft della Singularity University in Silicon Valley, nel 2012 l’innovazione raggiungerà ogni ramo medico specialistico, dalla diagnostica per immagini alla chirurgia robotica, dalla medicina rigenerativa alle geomedicina, dalla robotica indossabile alla genomica, Tra futuro e futuribile, ecco una rapida panoramica di strumenti e soluzioni dei prossimi anni.
L’ultima frontiera della dermatologia? Le informazioni sul paziente potrebbero essere immagazzinate nella nuvola ed essere disponibili a tutti, attraverso i computer intelligenti, istruiti per riconoscere le caratteristiche dermatologiche della macchia, fotografata tramite specifiche app dal medico di famiglia.
Così, solo nei casi in cui ve ne fosse veramente bisogno si verrebbe indirizzati dallo specialista, e anche chi si trova nelle zone più remote potrebbe aver accesso a una prima diagnosi. Un po’ quello che già fanno alcune applicazioni per smartphone come Skin scan, che elabora l’immagine scattata dall’utente e lo aiuta anche a trovare il dermatologo più vicino da consultare. Secondo Kraft presto anche sistemi di intelligenza artificiale come Watson dell’Ibm potrebbero essere applicati al campo medico.
Il mercato delle stampanti 3D cresce e i prezzi si abbassano, e presto potrebbe accadere lo stesso anche nel campo della medicina rigenerativa. Se infatti si parla già di stampanti 3D per la produzione di ossa artificiali e di bioprinting in tre dimensioni per ricostruire la pelle, l’idea per l’anno appena iniziato è di andare ancora oltre, sostituendo l’inchiostro della stampante con le cellule staminali, in modo da realizzare copie quasi perfette di tessuti biologici.
La presenza di social network dedicati alla sfera medica come PatientLikeMe e CureTogether, e le informazioni in essi contenuti aiuterebbero gli scienziati nell’allestimento di trial clinici. Tali strumenti potrebbero anche servire per monitorare studi già avviati. Infatti, registrando lo stato di salute e i parametri clinici attraverso sistemi elettronici come Practice Fusion, i medici riuscirebbero a capire quanto e come sia efficace un certo trattamento.
Dispositivi elettronici come Alivecor Electrocardiogram potranno monitorare costantemente il battito cardiaco con un dispositivo mobile connesso a uno smartphone e inviare i dati sulla nuvola, dove il cardiologo potrà pescarli e analizzarli a distanza in tempo reale. Ma l’idea di strumenti diagnostici mobili potrebbe riguardare anche campi diversi, e trasformare uno smarthphone in un otoscopio o in un sensore glicemico. O perché no, unire tutti i diversi strumenti in uno solo, un po’ come il Tricorder di Star Trek.
( da eHealth Forum)
written by Mauro Moruzzi
È vero, Cup 2000 SPA investe sul lavoro e crede nella stabilità del posto di lavoro come risorsa per il futuro dell’azienda.

written by Mauro Moruzzi
Voglio ringraziare il Vescovo Mons. Ernesto Vecchi e tutti gli amici di Cup2000 che ieri, in tanti, erano presenti nella nostra sede per la ricorrenza dei 15 anni della società e per gli Auguri del Santo Natale

written by Mauro Moruzzi
Lunedì, alle 11.30, in via Borgo di San Pietro, si festeggiano i 15 anni di CUP 2000. L’azienda, che oggi ha raggiunto i 600 dipendenti, è stata fondata alla fine del 1996 ed è diventata pienamente operativa poco prima del Natale di quell’anno. Allora con un piccolissimo nucleo di addetti: un tecnico, una segretaria a metà tempo e un collaboratore. CUP 2000 SpA è oggi un’impresa leader nella sanità e nel welfare elettronico nazionale. Alla cerimonia, in cui ci scambieremo anche gli Auguri di un Sereno Natale, intervengono il Vescovo Ausiliare Emerito Mons. Ernesto Vecchi e Luciano Magli, del Centro dei Diritti del Malato di Bologna. Le parole del Vescovo e la sua Benedizione, assieme alla testimonianza di una figura storica per la lotta per i diritti del cittadino alla cura sanitaria, sono per noi importanti per proseguire con speranza e coraggio la nostra missione.
written by Mauro Moruzzi
Oggi sono andato alla ‘Festa e-Care’ a Cateldebole di Bologna, organizzata dal Centro Sociale e dai ragazzi di Cup2000 che assistono on line gli anziani collegati al servizio. Sono rimasto sorpreso per la straordinaria e animata partecipazione: centinaia e centinaia di anziani, ma anche tanti giovani, bambini, volontari. Un mondo in festa che ha dimostrato di apprezzare questa grande innovazione: il servizio di aiuto e assistenza in rete.
Ho ricordato, parlando con loro, le prime sperimentazioni fatte assieme ad Achille Ardigò negli anni 90, da cui nacque un servizio on line oggi diffuso e affermato a Bologna e a Ferrara, con oltre 5000 assistiti in rete, ma che lentamente si diffonde anche in Italia.
Queste feste, apparentemente ‘all’antica’, con suonatori di altri tempi e comici dialettali, hanno uno scopo modernissimo: permettere alle persone assistite on line, con Internet, di incontrare gli operatori del call center e-Care, gli animatori della rete. Iniziarono a farle anni addietro i blogger e gli internauti americani, per conoscersi di visu, perfino con raduni nel deserto della California. Anche il noto Burning man festival, che si svolge a Black Rock nel deserto del Nevada (un raduno di almeno 50.000 persone ogni anno) ha assunto da un decennio a questa parte la funzione di grande incontro di internauti, blogger, ecc. A questo appuntamento non mancavano mai negli anni 90 Brin e Page, i fondatori di Google. Per arrivare a Casteldebole, si può facilmente passare da Black Rock, con internet.
written by Mauro Moruzzi
L’Assemblea dei Soci di CUP 2000 S.p.A. ha ieri approvato con voto unanime la relazione di gestione della società del primo semestre 2011: sono stati realizzati progetti di sanità elettronica, in primis il Fascicolo Sanitario Elettronico per i cittadini, del valore di 17 milioni di euro in 6 mesi. A conclusione dell’anno in corso si prevede la realizzazione di progetti per un valore complessivo di circa 38 milioni di euro. Nello stesso periodo CUP 2000 ha fatto una politica di ulteriore qualificazione dell’occupazione aziendale (si veda la tabella). Sono dati importanti, riferiti a progetti di grande valore sociale per il futuro della sanità e del Welfare bolognese e regionale.

written by Mauro Moruzzi
Si è svolta a Trento in questo fine settimana l’assemblea annuale di Internet Governance Forum. Il Forum italiano è omologo degli IGF globali organizzati dalle Nazioni Unite. Un appuntamento importante. Una delle sessioni più partecipare del Forum è stata quella ‘Internet cambia la Pubblica Amministrazione’, alla quale ho relazionato presentando quella che appare sempre più come una rivoluzione nel welfare sanitario italiano: il Fascicolo Sanitario Elettronico del cittadino. C’è stata grande attenzione del Forum sul FSE. Ho posto subito il tema su cui Internet dovrà misurarsi nei prossimi 5-10 anni: tra i cittadini e la pubblica amministrazione c’è n ENORME PROBLEMA DI COMUNICAZIONE DI DATI E INFORMAZIONI. Il prodotto della PA ha bisogno di essere ‘comunicato’ al cittadino in forma sempre più efficiente ed efficace, non importa che si tratti di servizi scolastici, di sicurezza stradale o di assistenza sanitaria e sociale. In altre parole ha bisogno di essere personalizzato con i dati ‘del’ cittadino, di centrare lo scopo, di evitare la dispersione delle risorse tipica di un pubblico autoreferenziale e quindi insensibile alle finalità specifiche del suo ‘prodotto’. E per ottenere questo risultato la PA ha estremo bisogno dell’alta comunicazione di Internet, di arrivare alla velocità della luce al cittadino, in modalità sempre più specifiche ed intelligenti, garantite dalla Rete e dai software di rete. Questo problema, inutile dirlo, è oggi drammaticamente acuito dalla crisi economica globale del debito pubblico. Per realizzare una PA ‘ad alta comunicazione’ con Internet, in particolare nell’assistenza sociale e sanitaria, occorre risolvere problemi di natura tecnologica, organizzativa e etica. Ad esempio di EMPATIA tra l’operatore pubblico, il promotore della comunicazione di Rete e l’utente bisognoso. Un tema caro a Achille Ardigò, che ha insegnato anche al Trento e che è stato il primo sociologo italiano ha cogliere questo nesso come fattore dirompente del tempo nuovo di Internet. Ma anche di identità della Rete, di autonomia organizzativa e ‘politica’, tema caro ai partecipanti all’IGF. Il FSE non è che il primo tassello di un processo che porterà il cittadino a riappropriarsi di tutti i suoi dati di salute, ma anche di istruzione, cultura, mobilità, di rapporto con il potere pubblico (dati fiscali, legali, anagrafici, ecc..). E infatti il Comune di Bologna ha recentemente proposto il Fascicolo del cittadino come estensione del FSE.
Un dibattito di ottimo livello con interventi di Clara Frasca Fantoni ( che sta realizzando con Informatica Trentina il FSE in Provincia di Trento), di Michele Vianello, già vice sindaco di Venezia e attivo sul tema delle smartcity, di Stefano Montegazza e Carlo Mochi Sismondi
IGF
written by Mauro Moruzzi
Venerdì scorso, alla Libreria Coop di Pesaro, in occasione della presentazione del mio libro ‘Il Fascicolo Sanitario Elettronico in Italia’, il senatore Lionello Cosentino ha dichiarato che il FSE potrebbe essere legge dello Stato italiano entro 15 giorni, se la crisi di Governo non interromperà l’iter parlamentare della legge. Il testo del DDL Fazio, che contiene l’articolo riferito al Fascicolo e alle sue Linee Guida è stato infatti già approvato dalla Camera dei Deputati e si trova ora alla Commissione Sanità del Senato. Sarebbe un peccato che questa approvazione slittasse a futuri tempi parlamentare, perché si tratta di un buon testo di legge, concordato con la Conferenza Stato – Regioni. E poi, in questo periodo assistiamo a fenomeni europei di ‘riflusso’: il Governo inglese di David Cameron ha infatti ‘raffreddato’ il programma britannico attuativo del Fascicolo, il Connecting for Health (CfH), giudicandolo troppo ‘statalista’. Anche a Pesaro e nelle Marche – al dibattito sono intervenuti Lella Mazzoli, dell’Università di Urbino, Matteo Ricci Presidente della Provincia di Pesaro, la giornalista Licia Caprara del Sole240re e molti altri esponenti della sanità marchigiana – c’è un fortissimo interesse per l’FSE. Le Marche è una delle Regioni che non ha ancora realizzato il Fascicolo Sanitario Elettronico per i cittadini.
Intanto al Liceo Galvani di Bologna sono iniziate le ‘lezioni sperimentali’ sul Fascicolo Sanitario Elettronico agli studenti maggiorenni. Ritorneremo presto su questo bel progetto.
written by Mauro Moruzzi
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